M. Cristina Cippone Architetto

Concorso di idee per la ristrutturazione della struttura fieristica ELMEPE

Erba - Viale Resegone

1998

Committente: Ente ELMEPE


L’edificio

La bioarchitettura tiene in grande considerazione, la forma e la dimensione sia degli spazi interni sia degli esterni degli edifici. Intervenendo da questo punto di vista si creano luoghi armonici che risuonano in perfetta sintonia con chi li occupa; al loro interno ci si sente a proprio agio.

Nel caso specifico, si è tenuto in considerazione l’importanza dell’esposizione del futuro edificio: il nuovo corpo è orientato a Sud, per sfruttare al massimo l’energia solare che viene captata in modo assolutamente alternativo. Non ci sono quindi tradizionali finestre, fonti di surriscaldamento estivo, ma muri isolanti e traspiranti, opportunamente protetti; l’energia solare delle parti esposte è raccolta, incanalata e gestita a seconda del fabbisogno.

L’edificio in progetto, posizionato lungo la parete sud del complesso esistente e da questo separato da un corridoio di 5 mt., è costituito da due piani fuori terra, di forma allungata con angoli arrotondati che conferiscono un aspetto più armonico ed evitano pericolose onde di forma.

La copertura piana è su differenti livelli , la parte centrale, più alta con piano inclinato, è messa in evidenza in quanto elemento di collegamento tra l’edificio in progetto e l’esistente.

Secondo i principi del feng shui nell’edificio si trovano le valenze enegetiche dei cinque elementi, che costituiscono la base della realtà, espresse attraverso l’uso di materiali e forme accuratamente scelti:

  • acqua, rappresentata da fontane, “tende d’acqua” e vetrate
  • legno, rappresentato da tutto il verde
  • fuoco, rappresentato da elementi di colore rosso e pesci rossi della fontana
  • terra, rappresentata dai mattoni della facciata e dalla forma piatta dell’edificio
  • metallo, rappresentato dal tondo dell’elemento emergente e da materiali di finitura.

La facciata

La facciata è caratterizzata dalla presenza di “tende d’acqua”, esterne, distanti circa 60 cm. dai vetri, che schermano le finestre degli uffici e della galleria consentendo il passaggio della luce, garantendo l’assorbimento della radiazione solare estiva e contribuendo al raffrescamento. L’acqua utilizzata è a circuito chiuso e trattata.

La parte di facciata priva di aperture è protetta da schermi verdi realizzati con piante a foglie caduche e/o foto-orientanti. Queste ombreggiano efficacemente d’estate, impedendo ai raggi calorici di raggiungere la parete e garantendo il fresco, mentre d’inverno, a causa della defogliazione e/o della diversa inclinazione delle foglie, lasciano passare la luce ed il calore del sole, permettendo al muro di riscaldarsi con un apporto utile al risparmio energetico. Le fioriere da cui partono gli schermi verdi, sono posizionate all’altezza della gronda relativa ad ogni piano.

In facciata, la ééparte centrale, evidenziata da una fontana** con piante e fiori, indica l’ingresso ai visitatori.

La copertura

La copertura piana del nuovo edificio è realizzata a verde, tecnologia ancora poco utilizzata nel nostro paese che presenta notevoli vantaggi finalizzati al risparmio energetico e al miglioramento del microclima. Questo sistema inoltre apporta una riduzione dell’inquinamento (le aree verdi assorbono polveri e scorie).

La copertura diventa un giardino, che non soltanto a fini estetici, ma anche funzionali: infatti protegge dagli sbalzi termici, dalla grandine, dal rumore, ed utilizza l’acqua piovana, che altrimenti andrebbe sprecata. Al vantaggio termico si aggiunge quello acustico: le masse in gioco aumentano il fonoisolamento della copertura. Il ristagno d’acqua viene evitato dal sistema di drenaggio e raccolta dell’acqua piovana che, mantenendo umidità costante, garantisce alle radici condizioni di vita ottimali. Non è necessario irrigare tranne in caso di straordinaria e prolungata siccità.

Sulla copertura sono posizionati gli ‘occhi’ per la captazione della luce solare, sistemi cioè che convogliano la luce naturale negli spazi interni privi di finestre.

Sulla parte centrale emergente, rivolta a sud ed inclinata, trovano posto tre elementi a forma di coppa, orientabili a seconda dell’inclinazione dei raggi del sole, ciascuno dei quali racchiude un fascio di captatori, come un grande ‘occhio’ aperto al cielo, per catturare tutta la luce possibile.

L'ingresso

Per la bioarchitettura l’ingresso ha un significato di forte valenza simbolica in quanto costituisce il passaggio da un ambiente esterno neutro e privo di connotati, ad un interno con funzioni specifiche e ben determinate.

Nell’ingresso trovano posto la reception e la biglietteria con lettura ottica, la grande hall caratterizzata da verde, movimenti d’acqua, e due scalinate simmetriche. Questo punto focale dell’edificio, con le sue forme morbide e arrotondate, accoglie il pubblico predisponendolo al meglio. A questo contribuisce anche la presenza dell’acqua, che oltre a provocare una piacevole frescura, ingentilisce l’ambiente, e rigenera l’aria attraverso la ionizzazione.

Varcata la soglia infatti, la zona di accoglienza all’interno presenta un effetto scenico di rilievo, centrato su un area piantumata con alberi ad alto fusto, piante e fiori, incorniciata da un corso d’acqua che attraverso una serie di vasche posizionate ad altezze decrescenti, flow forms (sagome appositamente studiate per dinamizzare l’acqua), contribuisce alla umidificazione e ionizzazione dell’aria. L’effetto complessivo è reso ancora più suggestivo dal sistema di illuminazione a luce naturale convogliata sull’area verde, proveniente da una serie di speciali collettori di luce solare posizionati sul tetto.

Questi collettori sono costituiti da tre fasci di convogliamento della luce, ognuno composto da più ( 5 o 3) tubi uguali a quelli utilizzati per l’illuminazione dei locali.

L’ elevata concentrazione di luce cosi ottenuta, e la sua notevole qualità, favorisce un’eccezionale produzione di ossigeno da parte delle piante, ottenendo la naturale purificazione dell’aria interna.

La tecnologia per l’illuminazione Una importante innovazione è il sistema di illuminazione a luce naturale utilizzato, che sfrutta la luce del sole convogliandola all’interno per mezzo di speciali lenti del diametro di 35 cm., collegate a tubi catadiottrici. Questo sistema consente di diffondere e riflettere verso il basso la luce del sole, integrandola, quando viene a mancare, con luce artificiale modulata automaticamente.

I tubi convogliatori possono trasportare la luce per diversi metri senza apprezzabili perdite di luminosità. Con questo sistema si illuminano tutti locali privi di finestre del primo piano, e la maggior parte di quelli al piano terreno. La luce trasportata è pressoché priva della componente infrarossa, responsabile del riscaldamento delle superfici illuminate direttamente.

Progettisti:

GRUPPO A.P.E.

arch. M.Cristina Cippone

arch. Enrica Sacconi

arch. Rosa Simonelli

arch. Isabella Romanello

designer Marina Russo

designer Giusy Vezzulli

glossario: bioarchitettura, biocompatibilità, bioedilizia, simbolo

  • Schizzo prospettico esterno

  • Piante

  • Fronte e sezione longitudinale

  • Prospetto laterale e sezione trasversale

  • Area ingresso a verde

  • Schizzo


Maria Cristina Cippone architetto
Via Cassoni, 6
20141 Milano
tel. 02 87070838 - fax 02 89531253

Contacts: